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Foodora: rilanciato lo stato di agitazione

Prosegue la lotta dei riders di Foodora, i fattorini pagati a cottimo con contratti illegittimi per consegnare cibi a domicilio dei ristoranti di Torino e non solo.

Giovedì 13 ottobre era il termine fissato per ottenere una risposta da parte dell'azienda tedesca. Tra le richieste avanzate dai lavoratori vi erano l'abolizione del lavoro a cottimo, l'introduzione di una paga oraria fissa; una partecipazione da parte dell'azienda alle spese di manutenzione delle bici e ai costi telefonici fino ad ora completamente a carico dei rider.

Tra le richieste avanzate anche la fine dei provvedimenti disciplinari: a due promoter è impedito di fatto di lavorare da venerdì scorso. La loro colpa? Aver partecipato a due incontri con i colleghi, con i rider nel corso dei quali si è discusso anche delle condizioni di lavoro.

Nella notte è arrivata la risposta di Foodora: l'azienda ha proposto di passare da 2,70€ netti a consegna a 3,70€, un euro in più; si continuerà a lavorare a cottimo. "Condizioni inaccettabili, incredibilmente offensive e irrispettose nei confronti di noi tutti, visto e considerato che abbiamo esaustivamente spiegato che l'abolizione del Co.co.co. e del cottimo sono punti imprescindibili della nostra battaglia" dicono i lavoratori che rilanciano quindi lo stato di agitazione con un presidio. Il commento di Andrea uno dei rider.

Di seguito invece il comunicato dei lavoratori

 

Nella giornata odierna si conclude con quella che noi rider consideriamo una provocazione gravissima da parte di Foodora. Oggi giovedì 13 ottobre era l'ultimo giorno a disposizione per fornirci una risposta alle richieste da noi avanzate all'incontro di lunedì pomeriggio. Foodora si è permessa il lusso di infrangere in modo indecente questo accordo non inviando alcuna comunicazione e non rispondendo a telefonate e messaggi. Non paga di ciò ha deciso di divulgare a mezzo newsletter aziendale la propria proposta alle ore 00:02.

La proposta indecente avanzata dai nostri dirigenti, per formulare la quale si è scomodato uno dei responsabili tedeschi di Foodora Global venuto fin qui e per la quale sono stati necessari ben 4 giorni di "intenso lavoro", consiste banalmente nel passare da 2,70€ netti a consegna a 3,70€, in una presunta accelerazione dell'attivazione delle convenzioni per le riparazioni delle bici e in una promessa di riorganizzazione della comunicazione interna. Inutile dire che sono condizioni INACCETTABILI oltre che incredibilmente offensive e irrispettose nei confronti di noi tutti, visto e considerato che abbiamo esaustivamente spiegato che l'abolizione del Co.co.co. e del cottimo sono punti imprescindibili della nostra battaglia.

Una risposta del genere non può che suonare alle nostre orecchie come un gravissimo tentativo di prendersi gioco delle nostre rivendicazioni.

Riteniamo che se queste sono le loro condizioni non ci sono i presupposti minimi per intavolare una trattativa e di questo domani dovranno rendercene conto!

Rilanciamo quindi lo stato di agitazione in modo ancora più determinato di prima, a partire dal presidio davanti al Tag in via Allioni 3 a Torino.

[tratto da www.radiondadurto.org]

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