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Appello assemblea metropolitana dei lavoratori del Terzo settore (2)

neuronic/o Associazione “Cama Lila” in via Castromediano, 66 (Bari) – Lunedì 7 Marzo ore 20:00

Il Terzo Settore, oggi, si compone di esperienze diverse che vanno dalle cooperative sociali ai consorzi, dalle associazioni ai lavoratori soci e non soci contrattualizzati da organizzazioni del sociale o da Pubbliche Amministrazioni.

Al di là delle diversità, i lavoratori di questo settore vivono quotidianamente la stessa realtà e subiscono le medesime contraddizioni: ritardi perenni nei pagamenti nella maggior parte dei casi, salari congelati, ore di straordinario non programmato né retribuito.

Le condizioni di lavoro diventano sempre più intollerabili e si manifestano al di là della tipologia di contratto: a progetto spesso annuale o di pochi mesi, a tempo determinato o indeterminato.
Se una risposta a questo stato di cose, oggi, viene trovata nella temporanea mancanza di liquidità  da parte delle organizzazioni,  che a loro volta subiscono il ritardo di trasferimento di fondi dalle casse delle amministrazioni o nella lentezza della burocrazia, domani la causa sarà la mancanza reale di fondi destinati alla spesa sociale.

Le notizie sui dati del progressivo taglio alla spesa sociale, descrivono un drastico ridimensionamento dei fondi destinati a questo settore:
Il Fondo nazionale politiche sociali (FNPS) per il 2011 è pari solo a 250 milioni di euro; di questi la Puglia riceverà non più di 17 milioni di euro, con una riduzione del 75% rispetto ai valori 2008 e 2009. In prospettiva ciò determinerà, a partire dal 2012, una minore disponibilità complessiva per i servizi che i Comuni realizzano ormai solo con i finanziamenti dei Piani Sociali di Zona” .
(http://www.spaziosociale.it/articolo.asp?id_art=391)

Questa non è una situazione solo pugliese, né solo locale, bensì nazionale ed internazionale.
Qui di seguito vi riportiamo i dati:

Gran Bretagna: il Governo ha annunciato la soppressione di 500.000 posti di lavoro nel pubblico impiego, un taglio di sette milioni di sterline nel welfare, aumenti di tre volte delle tasse universitarie ecc...;
Irlanda: il Governo sta riducendo di più di un euro il salario orario minimo e le pensioni del 9%;
Portogallo: i lavoratori stanno affrontando una disoccupazione record;
Spagna: il socialistissimo Governo taglia brutalmente assegni di disoccupazione, l'assistenza sociale e sanitaria;
Francia: lo Stato continua nello smantellamento delle condizioni di vita e dopo le pensioni attacca la sanità;
Germania: l'accesso all'assistenza sociale diventa sempre più difficile e lo Stato taglia i benefit per disoccupati e precari;
Grecia: salari congelati, disoccupazione alle stelle e lo Stato esige sacrifici impossibili da parte dei lavoratori;
Stati Uniti: disoccupazione crescente, tasso più alto raggiunto negli ultimi cinque anni; il Wisconsin sta affrontando in questi giorni scioperi massicci dei lavoratori del pubblico impiego (19 Febbraio 70.000 persone in piazza);

L’elenco è continuamente aggiornabile sulla base di quanto vediamo quotidianamente accadere in paesi come Tunisia, Algeria, Libia, Iran, Yemen, Cina…

Il problema della povertà è oggi in crescita e questo riguarda lavoratori del sociale e non, beneficiari dei servizi e potenziali beneficiari e le cause non risiedono in una singola parte politica, né in una particolare amministrazione. Tutta la politica attuale si è dimostrata fallimentare nell’amministrazione delle nostre vite di lavoratori e di esseri umani. Per questo non si intende compiere alcuna esclusiva rivendicazione di settore, né tanto meno scagliarsi contro un partito o una gestione particolare; per questo non esiste più alcuna modificazione da invocare in merito ai contratti collettivi che regolano il nostro lavoro.

Il livello di miseria è crescente e la tendenza è quella ad un livellamento generale verso il basso. Questo ci collega direttamente a tutti i lavoratori e al loro crescente impoverimento e alla definitiva espulsione dal mercato del lavoro.

A differenza di altri lavoratori, quelli del sociale possono avvalersi della loro diretta esperienza a contatto con i cosiddetti “utenti” che per noi non sono solo “coloro che usufruiscono di un bene o di un servizio senza possibilità di esercitare una scelta confrontando prezzi e qualità dell'offerta di altri fornitori” (Wikipedia), bensì rappresentano esperienze umane che subiscono questo processo di impoverimento ed esclusione. Gli esclusi dal sistema produttivo, formativo, e dei consumi con cui lavoriamo ogni giorno, dovranno essere coinvolti nella stessa lotta per condizioni di vita più dignitose come lavoratori, come cittadini, come esseri umani.

A FRONTE DI QUESTE DETERMINAZIONI COSI’ DIFFUSE, QUALI STRUMENTI ADOPERIAMO PER USCIRE DA QUESTA CONDIZIONE DI DISASTRO MATERIALE CHE RIGUARDA LE NOSTRE VITE?

  • Organizzazione di un coordinamento permanente dei lavoratori del terzo settore con la prospettiva di una progressiva integrazione con le lotte di tutti i lavoratori e dei non occupati/occupabili;
  • Individuazione condivisa degli interlocutori governativi ai quali contrapporre le nostre diverse istanze (Comune, Provincia, Regione..);
  • Costruzione di strumenti di solidarietà tra lavoratori (momenti di incontro, scioperi locali, flashmob, forme di protesta, diffusione mediatica delle informazioni)

L’esperienza dei lavoratori campani ci insegna che è necessario agire tempestivamente, senza perdere tempo a rivendicare istanze che la politica non può più soddisfare.  Lo sforamento del patto di stabilità tra Stato e Regione, nulla può dinanzi alla richiesta di ripristino di finanziamenti, di servizi e di garanzia retributiva.

CHIEDIAMO PERTANTO:

  • Assoluto rispetto del trasferimento delle risorse finanziarie dalle amministrazioni pubbliche agli enti attuatori;
  • Definitiva abolizione della modalità di concorrenza tra cooperative, basata sulla logica del ribasso;
  • Garanzia mensile delle retribuzioni dei professionisti da parte delle Pubbliche Amministrazioni;
  • Riduzione del tempo di lavoro in favore di un’assoluta difesa del tempo di vita;
  • Aumento delle retribuzioni;
  • Salario garantito per tutti coloro che vengono licenziati (dal momento che buona causa di licenziamento accettata e prevista da tutti i CCNL è quella legata alla crisi finanziaria e all’impossibilità di continuare ad utilizzare lo stesso numero di unità operative, rendendo impossibile il reintegro);
  • Sciopero generale e generalizzato di tutte le categorie dei lavoratori;

Invitiamo, perciò, tutti i rappresentanti di questo settore ad un confronto più diretto su quanto vissuto quotidianamente, nella consapevolezza che la costituzione di una massa critica è condizione necessaria per una lotta più efficace e diretta.

La partecipazione allo sciopero del 25 marzo dei lavoratori della scuola e del pubblico impiego, nelle forme che valuteremo insieme, rappresenta un momento di condivisione, confronto, scambio con altri lavoratori.
Specifichiamo che il Contratto Collettivo Nazionale delle Lavoratrici e dei Lavoratori delle Cooperative Sociali ricade nella categoria del pubblico impiego e, pertanto, ci vede direttamente coinvolti nello sciopero, pur non avendo alcuna rappresentanza sindacale, nella maggior parte dei casi.

Il prossimo incontro di coordinamento si terrà il giorno Lunedì 7 Marzo alle ore 20:00 presso la sede dell’Associazione “Cama Lila” in via Castromediano, 66 – Bari

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