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Assemblea dell'indotto Piaggio: se colpiscono uno colpiscono tutti!

Stamani siamo stati all'assemblea chiamata dai lavoratori Iscot e dalle varie realtà dell'indotto Piaggio a Pontedera. Sulla vicenda dei lavoratori Iscot avevamo già scritto, ma in questi giorni ci sono stati dei gravi sviluppi che hanno trovato la ferma opposizione dei lavoratori di varie fabbriche.

I lavoratori interinali Iscot avevano ottenuto, dopo oltre dieci giorni di sciopero e presidio con tende fuori dallo stabilimento, un contratto a tempo indeterminato e la clausola di salvaguardia che li avrebbe protetti da eventuali cambi d'appalto tra Sole e Iscot, tenendoli legati al posto di lavoro.

Nei giorni scorsi, al primo giorno di lavoro, 2 dei sette lavoratori, che erano stati individuati come persone evidentemente scomode dall'azienda, presentatisi al lavoro, sono stati tenuti fuori dall'ingresso da due guardie giurate davanti allo stabilimento Sole. È stato fatto un appello per far entrare i lavoratori Iscot e loro tenuti per ultimi non sono stati menzionati ed è stato detto loro che non potevano entrare a lavorare. Alle loro rimostranze la risposta, come già visto in casa Fiat, è stata che sarebbero stati pagati comunque ma sarebbero dovuti rimanere a casa.

I lavoratori non hanno accettato il diktat padronale e la situazione che si era normalizzata, dopo la vittoria dei lavoratori, è tornata tesa. È ripartita la lotta, è scattata nuovamente e ancora più forte la solidarietà dei lavoratori e Rsu delle fabbriche attigue: Piaggio, Sole, Ceva e le altre.

In più la rivendicazione si è allargata alla stabilizzazione di tutti gli interinali che ormai da molti anni lavorano in queste fabbriche senza che il loro posto sia stato mai garantito. Altre rivendicazioni sono state fatte anche da chi il posto fisso lo ha, ma ha deciso di lottare per migliori condizioni di lavoro riguardo a ferie, turni, mensa ed altro.

Insomma, abbiamo assistito ad una grande voglia di riconquistare diritti che sono stati perduti in questi anni di governi filoimprenditoriali che hanno annientato tutte le conquiste che i lavoratori avevano ottenuto qualche decina di anni fa con la lotta. La presa di coscienza da parte di tutti, è evidente: solo con la lotta si possono ottenere diritti. L'unione tra lavoratori di uno stesso indotto e di una stessa area industriale è molto importante e ci ricorda da vicino il nostro motto: SE COLPISCONO UNO COLPISCONO TUTTI!

Per questo e molte altre ragioni invitiamo a sostenere la lotta di tutti questi lavoratori che hanno voglia di avere quanto gli spetta e cioè i loro diritti e la loro dignità di lavoratori. Anche perché l'ultima risposta padronale ai due operai Iscot è stata senza pudore, e cioè di andare a lavorare in un capannone attiguo, una sorta di grande garage, facendogli probabilmente perdere con il tempo ciò che avevano conquistato nelle settimane passate.

Vedere lavoratori di varie fabbriche aderire ad uno sciopero e poi partecipare in oltre 200 persone ad una assemblea autoconvocata, fa prendere coscienza delle difficoltà che si respirano nei posti di lavoro, e questa unione dà fiducia per il buon esito di tutte le varie vertenze.

Coordinamento Lavoratori Lavoratrici Livornesi

[tratto da https://www.facebook.com/lavoratorilivornesi/]

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