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Veneto

Venezia. Report di un'altra giornata di lotta dei dipendenti comunali durante la regata storica

manifestazione autorganizzati Venezia 7-9-'14I dipendenti comunali di Venezia sono scesi nuovamente in piazza ieri, domenica 7 settembre, durante la Regata storica, per ribadire il loro netto NO ai tagli degli stipendi e dei servizi ai cittadini, che, lo stiamo capendo sempre di più, andranno a colpire i più deboli, come da migliore tradizione italiana.

Nonostante continui lo stato di agitazione indetto dalla RSU e da tutti i sindacati, nonostante uno sciopero con adesione di oltre il 90% dei lavoratori che hanno poi partecipato alla grande manifestazione di mercoledì scorso, l'Amministrazione comunale, per tutta risposta, continua ad alzare la tensione, respingendo ogni richiesta di trattativa con i lavoratori.

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Biennale 2009-2010. Spontaneità e organizzazione nella "macchina culturale" a propellente umano

Alla fine, saremmo felici se, grazie a questa mostra, potessimo sentire dove la nostra società sta andando, quali sogni il futuro ha in serbo per noi
Kazuyo Sejima, Direttore della 12a Mostra Internazionale di Architettura di Venezia 2010

Si è conclusa trionfalmente il 21 novembre 2010 la 12a Mostra Internazionale di Architettura di Venezia. Sul sito di Biennale leggiamo che il risultato finale è di 170.801 visitatori. Durante le 12 settimane di apertura, la Mostra è stata ai primi posti tra le esposizioni italiane più visitate. Inoltre, l'incasso di sabato 20 novembre, 67.723 euro, sarà devoluto a favore della popolazione colpita dalle alluvioni nel Veneto.

Sembrerebbe andato tutto per il verso giusto, ma sul fronte della vertenza dei lavoratori stagionali e precari i risultati sono alquanto deludenti.

Cominciamo col dire che dopo lo sciagurato accordo del 30 luglio - che ha decretato una drastica riduzione del personale stagionale e del monte ore complessivo - la CGIL è corsa furbescamente ai ripari promettendo ai precari

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Consiglio comunale occupato dai precari

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Ciak... e ai lavoratori girano

Lunedì 14 giugno 2010 si è svolto un duro confronto con i consiglieri comunali da parte degli ex lavoratori delle portinerie di Ca’ Foscari che da quasi sette mesi, e malgrado due dispositivi del Tribunale del lavoro di Venezia che ordina il loro reintegro immediato sul posto di lavoro, sono ancora a casa e in balia delle vacue promesse solidaristiche degli enti amministrativi cittadini e dello Stato. Anche in questa occasione il Coordinamento dei Lavoratori della Cultura in Lotta è stato accanto alla situazione di sofferenza di questo appalto che sta per perdere il sussidio di disoccupazione e che se non verrà reinserito come stabilito dai giudici presso Ca’ Foscari corre il serio rischio di sfociare in un gravissimo problema di ordine pubblico accanto ad altre realtà culturali precarizzate in città.

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Biennale: intesa sui precari o accordo "prendere o lasciare"?

diaciamo noPer chi sta in alto discorrere di mangiare è cosa bassa. Si capisce: hanno già mangiato.
Bertolt Brecht

Apprendiamo dalla stampa locale (cfr. La Nuova di Venezia) che in data 30 luglio 2010 è stato siglato l'accordo sui precari della Biennale di Venezia con il quale si sancisce la precedenza dei lavoratori "storici" nelle assunzioni stagionali. Secondo la stampa è previsto un "tavolo" onde costruire un "bacino di risorse professionali per le esigenze degli enti culturali della città". Secondo la Cgil "è un accordo importante ottenuto grazie alla partecipazione dei lavoratori".

In quanto Coordinamento dei Lavoratori della Cultura in Lotta non riteniamo che un simile patto possa essere definito "importante" poiché ratifica l’estromissione di parecchi precari, lasciati a casa senza alcuna garanzia di sostentamento, e decurta il monte ore complessivo dei prestanti servizio.

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Contrastiamo la precarietà in Biennale

corderie Biennale Venezia

Riflessioni collettive sulla macchina culturale a propellente umano

Da qualche decennio si è cominciato a riferirsi a Venezia come macchina culturale. Il termine, innocuo all’apparenza, nasconde una molteplicità di operazioni di “valorizzazione” del patrimonio artistico e culturale dove il recupero di palazzi e strutture di pregio architettonico costituisce un’importante opportunità per imprese edili e di restauro per macinare ingenti profitti. A questo si assomma la crescente “vocazione al contemporaneo” con l’ingresso di privati (vedi Pinault a Punta della Dogana e Palazzo Grassi) a gestire spazi ed eventi di risonanza mondiale. Perciò Venezia si trova a sopportare una pressione antropica di notevole entità, soprattutto nei periodi in cui coincidano più eventi, che viene gestita con l’utilizzo di nuove figure flessibilizzate da ingranare nella macchina per farla funzionare a pieno regime.

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