Logo Chicago86
Occuprint

Feedback

Questo sito nasce con l'intento di contribuire alla nascita di un Coordinamento dei Lavoratori in Lotta e perciò la discussione ed i contatti tra lavoratori sono fondamentali. Questa sezione è quindi la più interattiva. Tutti possono contribuirvi, evitando però i piagnistei sui diritti cancellati, la rassegnazione e lo spirito di sacrificio imperante. Questo è un sito di lotta e di coordinamento e questi sono i presupposti da cui vogliamo partire.
Foto: Poster, occuprint.org 1 maggio 2011

La legge marxiana della miseria crescente viene in piena luce con l'ultimo rapporto di Oxfam sullo stato sociale del pianeta. Più accumulazione, minor numero di capitalisti. Più accumulazione, maggior numero di operai, ancora maggior numero di proletari semioccupati e disoccupati e di sovrappopolazione senza risorse. Più accumulazione, più ricchezza borghese, più miseria proletaria. Oxfam propone ai governi di porre un tetto ai superstipendi dei top manager e un sistema di tassazione più progressivo, per noi invece è arrivato il momento che il capitalismo (un modo di produzione ultra-dissipativo) si levi dai piedi. We are the 99 percent!

Oxfam: il 99% della popolazione più povera del restante 1%

L'1% più ricco della popolazione mondiale detiene più ricchezza del restante 99%. è una delle conferme che emergono dai risultati del rapporto Oxfam "Ricompensare il lavoro, non la ricchezza", riferiti al primo semestre del 2017 e diramato alla vigilia dell'Annual Meeting del World Economic Forum di Davos e che fotografa, anche quest'anno, un mondo in cui le disuguaglianze socio-economiche non diminuiscono, ma piuttosto aumentano. I dati sono chiari: l'82% dell'incremento della ricchezza globale, che è stata registrata nel 2017, è stata appannaggio esclusivo dell'1% più ricco mentre il 50% più povero della popolazione mondiale non ha beneficiato in alcun modo di questo incremento. Dal rapporto emerge inoltre che i 2/3 della ricchezza dei più facoltosi miliardari del mondo non è frutto del loro lavoro ma o è ereditato oppure frutto di sfruttamento e rendita monopolistica, ovvero il risultato di rapporti clientelari. Nel 2016 erano 40 milioni le persone schiavizzate nel mercato del lavoro, tra cui 4 milioni di bambini.

7 persone su 10 vivono in un paese in cui la disuguaglianza è aumentata negli ultimi 30 anni. Sempre secondo il rapporto di Oxfam tra il 1980 e il 2016 circa il 27% dell'incremento del reddito globale se l'è accaparrato l'1% più ricco della popolazione mondiale. Il 50% piu' povero ha beneficiato di una porzione del 12%, inferiore alla metà di quanto è fluito verso il vertice della piramide globale dei redditi. In termini assoluti, nei 24 anni intercorsi tra il 1988 e il 2013 il 10% dei percettori più poveri di reddito ha visto le proprie entrate aumentare in media di 217 dollari contro i ben 4.887 dollari del 10% più ricco.

Misha Maslennikov, police advisor di Oxfam Italia sui temi della giustizia fiscale Ascolta

[tratto da www.radiondadurto.org]

Verso un nuovo paradigma

Martin Ford, Il futuro senza lavoro. Accelerazione tecnologica e macchine intelligenti. Come prepararsi alla rivoluzione economica in arrivo, il Saggiatore, 2017, pp. 340 euro 24.00. Martin Ford ha fondato un'impresa di software nella Silicon Valley. Il suo saggio può essere letto come una continuazione de La fine del lavoro di Jeremy Rifkin (1995), l'economista che mise in evidenza il fenomeno della "disoccupazione tecnologica" in un libro che divenne subito bestseller. Non erano mancati, anche in anni più lontani, lavori importanti sull'argomento, come quello del Premio Nobel Wassily Leontief (Gli effetti futuri...

28 Marzo 2020

Rivolta contro la legge del valore

Da mesi milioni e milioni di persone manifestano nelle piazze di molti paesi del mondo. Si tratta di un movimento globale non coordinato, che per adesso non esce dai confini dei paesi coinvolti, ma è evidente che c'è una qualche ragione oggettiva per una tale persistenza e determinazione. In molti casi questi enormi incendi sociali appaiono del tutto sproporzionati rispetto alla scintilla che li fa esplodere, come l'aumento del prezzo di alcuni generi alimentari in Iran e della benzina in Francia, la corruzione politica in Bulgaria e Algeria o la...

31 Dicembre 2019

Un mondo in rivolta

Quando le condizioni economiche peggiorano, quando i governi non riescono più a sfamare le popolazioni, allora scattano inevitabilmente le rivolte, i saccheggi e le manifestazioni. Dalla rivolta delle banlieue del 2005 si è passati, attraverso la Primavera araba, agli indignados in Spagna e poi ad Occupy Wall Street negli Stati Uniti. L'apice di quel "ciclo" è stato raggiunto con la giornata internazionale di manifestazioni del 15 ottobre 2011, che in Italia ha prodotto violenti scontri in piazza San Giovanni a Roma. Negli ultimi mesi si è aperta ad Hong Kong una nuova...

24 Ottobre 2019