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Questo sito nasce con l'intento di contribuire alla nascita di un Coordinamento dei Lavoratori in Lotta e perciò la discussione ed i contatti tra lavoratori sono fondamentali. Questa sezione è quindi la più interattiva. Tutti possono contribuirvi, evitando però i piagnistei sui diritti cancellati, la rassegnazione e lo spirito di sacrificio imperante. Questo è un sito di lotta e di coordinamento e questi sono i presupposti da cui vogliamo partire.
Foto: Poster, occuprint.org 1 maggio 2011

Martin Ford, Il futuro senza lavoro. Accelerazione tecnologica e macchine intelligenti. Come prepararsi alla rivoluzione economica in arrivo, il Saggiatore, 2017, pp. 340 euro 24.00.

Martin Ford ha fondato un'impresa di software nella Silicon Valley. Il suo saggio può essere letto come una continuazione de La fine del lavoro di Jeremy Rifkin (1995), l'economista che mise in evidenza il fenomeno della "disoccupazione tecnologica" in un libro che divenne subito bestseller. Non erano mancati, anche in anni più lontani, lavori importanti sull'argomento, come quello del Premio Nobel Wassily Leontief (Gli effetti futuri dell'automazione sui lavoratori, 1988), ma erano rimasti elaborati accademici di scarsa diffusione. Nel tempo che separa le due date di pubblicazione la robotizzazione si è trasformata da prospettiva a realtà generalizzata. Oggi il salto qualitativo nelle macchine, che da meccaniche sono diventate prima elettroniche e poi "intelligenti", produce necessariamente un cambiamento sia nell'approccio teoretico al problema, sia nell'impatto che tale problema ha sulla massa degli uomini, direttamente coinvolti in quanto sostituiti. E naturalmente se ne avvantaggia la produzione di libri sull'argomento.

Ford, con la lingua divulgativa raccomandata dagli editori, elenca, con dovizia di particolari, i cambiamenti avvenuti. L'indagine parte dalla metà degli anni Settanta, periodo in cui è venuta ampliandosi la forbice tra produttività del lavoro e retribuzione, e tra ricchi e poveri. La crisi del 2008 rappresenta una svolta rispetto a quelle precedenti: negli Stati Uniti la ripresa economica avverrà senza la creazione di posti di lavoro, anzi, con una crescita della disoccupazione e con il proliferare dei lavoretti e delle occupazioni precarie e sottopagate. Ciò a causa di una miscela di automazione, globalizzazione, delocalizzazione e finanziarizzazione sullo sfondo della perdita di potere dei sindacati.

Rivolta contro la legge del valore

Da mesi milioni e milioni di persone manifestano nelle piazze di molti paesi del mondo. Si tratta di un movimento globale non coordinato, che per adesso non esce dai confini dei paesi coinvolti, ma è evidente che c'è una qualche ragione oggettiva per una tale persistenza e determinazione. In molti casi questi enormi incendi sociali appaiono del tutto sproporzionati rispetto alla scintilla che li fa esplodere, come l'aumento del prezzo di alcuni generi alimentari in Iran e della benzina in Francia, la corruzione politica in Bulgaria e Algeria o la...

30 Dicembre 2019

Un mondo in rivolta

Quando le condizioni economiche peggiorano, quando i governi non riescono più a sfamare le popolazioni, allora scattano inevitabilmente le rivolte, i saccheggi e le manifestazioni. Dalla rivolta delle banlieue del 2005 si è passati, attraverso la Primavera araba, agli indignados in Spagna e poi ad Occupy Wall Street negli Stati Uniti. L'apice di quel "ciclo" è stato raggiunto con la giornata internazionale di manifestazioni del 15 ottobre 2011, che in Italia ha prodotto violenti scontri in piazza San Giovanni a Roma. Negli ultimi mesi si è aperta ad Hong Kong una nuova...

24 Ottobre 2019

#glovonosmata: comunicato di solidarietà dei rider di Torino

Ieri sera, a Barcellona, alle 23.30 è morto un ragazzo, ancora non ne conosciamo il nome ma sappiamo che è stato investito mentre faceva una consegna lavorando per Glovo. Probabilmente portava una pizza, un panino o un hamburger, sicuramente correva per cercare di mettersi in tasca due euro in più. Questa è una notizia che fa male. Fa male non perchè è improvvisa ma perchè, quella che i giornali chiamano una fatalità, non poteva che succedere presto o tardi in qualcuna delle città nelle quali queste aziende operano.

27 Maggio 2019