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Duri scontri ieri a Buenos Aires, in Argentina, tra la polizia e i manifestanti scesi in piazza per protestare contro la riforma pensionistica. Il disegno di legge proposto dal governo del presidente Mauricio Macri punta a tagliare le pensioni, modificandone l'aumento semestrale legato all'inflazione, al fine di ridurre il deficit fiscale. L'Osservatorio sul debito sociale dell'Università Cattolica di Buenos Aires ha diffuso nei giorni scorsi dati allarmanti: i poveri sono il 31,4% della popolazione e il 48,4% dei minori di 14 anni vive in famiglie povere. Praticamente un terzo della popolazione argentina si trova in condizione di povertà strutturale e l'ennesima misura di austerity non farà altro che peggiorarne la situazione.

Argentina paralizzata. Bus, treni, metro, navi e aerei fermi, banche chiuse, grandi multinazionali bloccate, distribuzione delle merci interrotta.

Lo sciopero è cominciato alle cinque di mattina con il blocco della autostrada Panamericana all'altezza della Lear Corporation. Migliaia i lavoratori che nel giorno del #Paro31M hanno incrociato le braccia per protestare contro le tasse sui salari, l'inflazione, i licenziamenti, e per ottenere l'aumento della paga minima.