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tarantoSiamo alle solite. Tornano le paure: quarantamila posti di lavoro sono a rischio, dicono, quasi dimenticando il vero colpevole di questa situazione. Una richiesta di sequestro preventivo di beni, per l'equivalente di un ammontare complessivo di 9,3 miliardi di euro, ai danni della famiglia Riva. Quei soldi, spiegano i Pubblici Ministeri, sarebbero dovuti servire ad ambientalizzare l'azienda.

E' inutile rimarcare tutto quello che il Comitato ha evidenziato ed anticipato negli ultimi dieci mesi.

"Conta le Barche" è la storia di un operaio dell'ILVA di Taranto, ex delegato sindacale che, a causa della sua attività di prevenzione degli infortuni sul lavoro, vive da oltre cinque anni un'insostenibile situazione di mobbing, favorita anche dalla condotta delle organizzazioni sindacali. La nostra solidarietà alla lotta del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti.

Ilva tarantoLa vicenda tarantina rappresenta una vera e propria lezione per chiunque abbia a cuore l'autonomia della classe operaia. La crisi, a Taranto, ha colpito e colpisce non solo la classe operaia e i proletari ma anche agli altri strati "popolari" (il cancro non fa distinzioni di classe) che sono o saranno colpiti anche economicamente dalla vicenda Ilva. Un vero e proprio esperimento, sia pure nella "provetta" tarantina, della crisi con la "c" maiuscola. Inoltre, ancora una volta, a Taranto è ribadita nei fatti la nuova moda nella produzione della politica, una corsa a chi pesa di più in minacciati in disoccupati se non si viene "aiutati" dal "pubblico", dallo Stato. Prova ne sia che la FIAT si è subito agganciata alla crisi ILVA reclamando dall'Europa una sorta di "piano Davignon" per l'auto ed al governo agevolazioni per l'export.

coord_bari2Lunedì 7 novembre il coordinamento dei lavoratori del terzo settore si incontrerà presso l’associazione CamaLila (via Castromediano, 66 Bari-S.Pasquale).

A quasi un anno dall’inizio di questo percorso di lotta, riconosciamo che la strada per la conquista delle rivendicazioni da noi avanzate è ancora lunga e va ancora battuta alla luce anche dell’incancrenirsi di questo sistema in crisi.

coord_bari2La vertenza dei lavoratori del Terzo Settore è solo una delle tante che in questo periodo sta minando il sistema di produzione di merci e servizi, per questo manifesteremo martedì 6 settembre 2011 insieme a tutti quei lavoratori e disoccupati stanchi dell’andazzo autolesionista che si respira nei luoghi di lavoro e nei sindacati (confederali o alternativi) lanciando un appello forte rispetto all’unificazione delle lotte, alla costituzione di un coordinamento di tutti i lavoratori e i disoccupati, che superi settori e categorie di lavoratori, quotidianamente e storicamente ricattati da questo sistema, qualunque sia il colore dei suoi governanti.

coord_bari230 maggio 2011

Dopo aver incontrato gli ex lavoratori della Multimedia Planet di Bitritto e dopo aver condiviso le problematiche che affliggono i relativi settori, il coordinamento del terzo settore ha deciso di sostenerli. La critica congiunta all'immobilismo sindacale, sostenuta anche da studenti da altri lavoratori precari e da disoccupati, è stata lanciata durante il 27 Maggio, giorno di inaugurazione della nuova Camera del Lavoro CGIL a Japigia.

1.400 metriquadri di nuova sede ci auguriamo che servano a coordinare lotte e a dare indicazioni reali ai lavoratori e ai disoccupati rispetto alle modalità di attacco organizzato alle condizioni di vita e di lavoro che quotidianamente peggiorano e non solo per cocktail party privati. Ricordiamo che da statuto sindacale le Camere del lavoro appartengono ai lavoratori e alle lavoratrici e, come abbiamo ricordato dal basso (visto che non c'è stato concesso di salire) con megafono, se le stesse continuano a restare solo archivi di vertenze separate, ce le riprenderemo con la forza.

Di seguito i due volantini distribuiti durante il 27 Maggio.

sciopero_bari7 maggio 2011

Il coordinamento dei lavoratori del terzo settore insieme ad altri lavoratori precari e inoccupati che hanno preso parte alle assemblee metropolitane organizzate pubblicamente a Bari, aventi come finalità la costituzione di uno spazio di riflessione allargata a quanti oggi vivono sotto lo scacco di questo sistema economico, hanno deciso collettivamente di non seguire il corteo che trasportava la salma della classe dei lavoratori ma di aspettarlo in piazza, per poter interagire e scambiare esperienze con quanti erano presenti sul e sotto il palco della CGIL.

coord_bari2Coordinamento lavoratori del Terzo Settore

In questo giorno di sciopero parliamo a chi quotidianamente vive la condizione di lavoratore,di disoccupato o di inoccuppabile - A chi subisce il ricatto del lavoro in cambio di retribuzioni e paghe da fame - A chi ne ha abbastanza della crescente pressione esercitata sulle nostre vite da questo sistema economico

Chi ha famiglia, chi non ce l’ha, chi vive in coppia o chi da solo, condivide la stessa condizione …NON CE LA FACCIAMO A STARE IN AFFITTO, A PAGARE BENZINA E CURE, A STARE AL MONDO… A PENSARE AL FUTURO COME LO VORREMMO

coordinamentoterzosettoreGiovedì 7 Aprile alle ore 18.15 c/o Associazione Cama Lila via Castromediano, 66 Bari

Il coordinamento intende utilizzare lo sciopero generale del 6 Maggio, indetto dalla CGIL, per presentarsi a livello territoriale e per entrare in contatto con le altre parti sociali in lotta a livello locale.

L'assemblea si propone di costruire una piattaforma condivisa che esprima in maniera chiara e determinata le nostre rivendicazioni e che ci dia la forza necessaria per unirci allo sciopero e di rilanciare lo stesso affinché diventi una pratica reale di attacco alle attuali condizioni di lavoro e di vita.

neuronic/o Associazione “Cama Lila” in via Castromediano, 66 (Bari) – Lunedì 7 Marzo ore 20:00

Il Terzo Settore, oggi, si compone di esperienze diverse che vanno dalle cooperative sociali ai consorzi, dalle associazioni ai lavoratori soci e non soci contrattualizzati da organizzazioni del sociale o da Pubbliche Amministrazioni.

Al di là delle diversità, i lavoratori di questo settore vivono quotidianamente la stessa realtà e subiscono le medesime contraddizioni: ritardi perenni nei pagamenti nella maggior parte dei casi, salari congelati, ore di straordinario non programmato né retribuito.

Le condizioni di lavoro diventano sempre più intollerabili e si manifestano al di là della tipologia di contratto: a progetto spesso annuale o di pochi mesi, a tempo determinato o indeterminato.
Se una risposta a questo stato di cose, oggi, viene trovata nella temporanea mancanza di liquidità  da parte delle organizzazioni,  che a loro volta subiscono il ritardo di trasferimento di fondi dalle casse delle amministrazioni o nella lentezza della burocrazia, domani la causa sarà la mancanza reale di fondi destinati alla spesa sociale.