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Ieri, 14 aprile 2016, si è svolta la giornata mondiale di mobilitazione indetta dai lavoratori americani dei fast-food "on strike against poverty". Da tempo sui social network circola l'hashtag #FastFoodGlobal accompagnato dall'ormai noto #FightFor15.

I dipendenti dei fast-food sono scesi in piazza in più di 300 città nel mondo ed hanno coinvolto nella lotta magazzinieri, autotrasportatori e decine di migliaia di lavoratori dell'assistenza domiciliare e della scuola. Picchetti e flash mob hanno bloccato diverse città e numerosi punti vendita della ristorazione veloce, con slogan e cartelli contro il sistema dell'1% ben rappresentato dal pagliaccio Ronald McDonald's.

Venerdì 1 aprile sono scesi in sciopero gli insegnanti delle scuole di Chicago, in Illinois. I picchetti, sostenuti dai genitori degli alunni e da simpatizzanti, hanno riguardato circa 400 mila studenti.

Il grosso deficit statale si sta ripercuotendo sui salari dei docenti, a cui vengono imposti congedi non retribuiti. A ciò si aggiungono il blocco dei negoziati per il rinnovo del contratto, fermo dalla scorsa estate, e i continui tagli al settore.

Sostenuti dal sindacato Chicago Teachers Union (CTU), i lavoratori hanno lanciato una giornata d'azione in vari punti della città. Nonostante gli attacchi dei giornali e le prescrizioni del governatore dello Stato che ha bollato lo sciopero come illegale, centinaia di insegnanti vestiti di rosso hanno incrociato le braccia, bloccando l’ingresso alle scuole. Una grossa concentrazione si è avuta alla Chicago State University dove si prospettano massicci licenziamenti. La manifestazione si è conclusa con un corteo verso il centro della città che ha paralizzato il traffico.

Per il quarto anno consecutivo i lavoratori di Walmart scendono in sciopero in occasione del Black Friday. Il 27 novembre scorso i dipendenti della grande catena americana di vendita al dettaglio hanno incrociato le braccia, a New York, Los Angeles, Oakland, Detroit, e in molte altre città in tutto il paese, per rivendicare in linea con il movimento #FightFor15 il salario minimo di 15 dollari l'ora.

Molti di loro, afferma Our Walmart, faticano a procurarsi di che vivere. Oltre ad una più alta paga oraria chiedono migliori condizioni di lavoro, l'assistenza sanitaria e il rispetto dei lavoratori: "Troppi di noi devono contare sull'assistenza per le nostre esigenze di base. Walmart deve impegnarsi a fornire salari e benefici in modo tale che nessun socio deve fare affidamento sull'assistenza dei buoni pasto del governo".

Come i lavoratori dei fast-food scenderanno in sciopero in tutto il paese il 10 novembre, così persone in tutto il paese si riuniranno per stare al loro fianco, con gli educatori per l'infanzia e con tutti i 64 milioni di lavoratori sottopagati che guadagnano meno di 15 dollari l'ora. Perché è arrivato il tempo dei 15 dollari.

Insieme stiamo cambiando il corso degli eventi a favore dei lavoratori e delle loro famiglie. E avremo bisogno dell'aiuto di tutti - incluso il vostro - per far sì che questo diventi realtà.

Sulle orme delle storiche lotte dei portuali e su quelle più recenti degli scioperi dei camionisti, i lavoratori dei magazzini Cal Cartage del porto di Los Angeles protestano contro le dure condizioni di lavoro e i salari da fame. Alcune decine sono scese in sciopero martedì scorso e hanno organizzato dei picchetti: "Cal Cartage listen! We are fighting!"

Nonostante il supporto del Warehouse Workers Resource Center (WWRC) e di Teamsters, gli scioperanti non fanno parte di un sindacato e molti di loro non sono nemmeno lavoratori fissi. Si sono uniti in un unico movimento per fare pressione sui datori di lavoro operanti nei magazzini e per rivendicare il salario minimo di 15$ l'ora (subito, non entro il 2020 come stabilito dalla contea di Los Angeles) e il rispetto dei diritti dei lavoratori, interinali e fissi, in tutte le sedi di lavoro.

Il nodo newyorkese di Occupy Wall Street ha lanciato per il prossimo 17 settembre un flash mob a Zuccotti Park, il luogo in cui quattro anni fa è cominciato tutto. Da #BlackLivesMatter alla lotta per le condizioni dei lavoratori passando per la difesa delle abitazioni, in questi anni gli occupiers hanno continuato a lavorare per un nuovo futuro.

OWS lancia un appello affinché le persone negli Stati Uniti (e oltre, aggiungiamo noi) esprimano la loro solidarietà dedicando due ore del proprio tempo il #S17 per parlare e organizzarsi con la propria comunità politica locale. L'intenzione è di celebrare, riflettere e immaginare insieme.

Traduzione dall'articolo del sito "Workers World Party" sulle lotte salariali negli Stati Uniti d'America

Da costa a costa, continua lo slancio costruito dalla costante lotta dei lavoratori a basso salario che lottano per un salario di 15 dollari all'ora ed un sindacato, uno sforzo che ha avuto inizio quasi 3 anni fa. La settimana cominciata il 20 luglio è stata caratterizzata da diverse ed importanti vittorie per questo movimento.

Il 21 luglio la contea di Los Angeles ha approvato un salario minimo di 15 dollari da introdurre gradualmente entro il 2020. Tale processo segue le orme della città di Los Angeles, la quale il mese scorso ha approvato un'indentica procedura.

Circa 5000 tra dipendenti e solidali sono accorsi il 20 e 21 maggio alla riunione annuale degli azionisti di McDonald's presso il campus di Oak Brook in Illinois. Alla testa del lungo corteo di manifestanti campeggiava lo striscione "McDonald's: 15 dollari l'ora e diritti sindacali, non buoni pasto! #Fightfor15".

Per due giorni migliaia di lavoratori provenienti da tutto il paese, hanno messo in chiaro che la lotta per un salario di sussistenza a 15 dollari l'ora e per il diritto ad un sindacato non si è fermata. Soprattutto dopo che Steve Easterbrook, nuovo amministratore delegato di McDonald's, ha annunciato il mese scorso, sotto la pressione dei continui scioperi, il rialzo del salario di 1 dollaro l'ora, ma solo per i dipendenti dei ristoranti gestiti direttamente dal colosso della ristorazione veloce. L'aumento verrebbe applicato ai 90.000 lavoratori dei circa 1.500 ristoranti operanti negli Usa, mentre non riguarderebbe gli altri 660.000 impiegati nei franchising.

Lunedì 27 aprile centinaia di camionisti dei porti di Los Angeles e Long Beach sono scesi in sciopero contro quattro grandi aziende che gestiscono il carico e scarico merci. Picchetti molto partecipati si sono avuti sin dal primo mattino; gli scioperanti, supportati da solidali, hanno bloccato terminal marittimi e cantieri ferroviari di uno degli hub commerciali più trafficati del paese.

I camionisti, sostenuti dal sindacato Teamster, accusano la Pacific 9 Transportation, la Intermodal Bridge Transport, la Pacer Cartage e la Harbor Rail Transport, di effettuare un vero e proprio furto sui salari, classificandoli come lavoratori indipendenti invece che come dipendenti con la possibilità di essere rappresentati sindacalmente.

manifestazione per Freddie Gray a New YorkMercoledì 29 aprile decine di migliaia di persone sono scese in strada in tutti gli Stati Uniti contro la violenza di polizia e capitalisti, e per reclamare giustizia per Freddie Gray, l'ennesimo afroamericano ucciso durante l'arresto. Marce, sit-in e cortei sono stati organizzati a Washington DC, dove la contestazione si è spinta fino ai cancelli della Casa Bianca, Boston, Houston, Indianapolis, Atlanta, Denver, Minneapolis, New York (#NYC2Baltimore). In quest'ultima città più di cento persone sono state arrestate: le manette sono scattate nell'area di Union Square e più tardi a Times Square. Gruppi di manifestanti si sono radunati in diverse zone di Manhattan, bloccando il traffico. "Vogliono andare avanti tutta la notte", riferivano alcuni media.