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fastfoodLavorano in catene diverse di "Junk Food" ma hanno tutti lo stesso problema: sono pagati poco, tropo poco. "Non possiamo sopravvivere", denunciano. E per questo hanno incrociato tutti quanti le braccia, tutti insieme: dipendenti di McDonald's, Burger King, Wendy's, KFC, Taco Bell, Pizza Hut e Domino's. Non capita spesso negli Stati uniti d'America che la mobilitazione scatti per un'intera categoria. E' successo, invece, grazie ai lavoratori delle catene di fast food, che hanno scioperato tutti insieme.
Chiedono una cosa molto precisa: vogliono il raddoppio netto della paga oraria. Vengono pagati poco più di 7 euro all'ora, ne vogliono 15. Il New York Times ha definito la loro protesta ''il più grande sforzo di categoria mai compiuto negli Stati Uniti per unire i lavoratori''.

walmartdi Felice Mometti

I numeri e le dimensioni fanno una certa impressione. La Walmart è la più grande multinazionale al mondo che opera nel settore della grande distribuzione. Ha 10 mila punti vendita in 27 paesi, 4 mila negli Stati Uniti, più di due milioni di dipendenti, un milione e 400 mila negli USA, un fatturato di 440 miliardi di dollari nel 2011 che la collocherebbe tra i primi 30 paesi al mondo per prodotto interno lordo. Walmart è famosa anche per altri motivi. È la catena commerciale che pratica i prezzi più bassi, l’azienda con un tasso di sfruttamento della forza lavoro tra i più alti e un’organizzazione del lavoro molto simile a una caserma. Le merci sugli scaffali della Walmart vengono prodotte in Cina, nelle Filippine, in Vietnam e nel Bangladesh a dei costi bassissimi e, sembra quasi inutile dirlo, con salari irrisori per lavoratori costretti in terribili luoghi di lavoro. Il sistema degli appalti e dei subappalti sembra una matrioska con bambole infinite.

17sept_2#OccupyWallStreet è nato il 17 settembre del 2011, quando abbiamo occupato il cuore del distretto finanziario di Manhattan proclamando: "Noi siamo il 99%! Non tollereremo più l'ingordigia e la corruzione dell'1%".

Il nostro messaggio è riecheggiato in tutto il globo allo stesso modo delle innumerevoli occupazioni gemelle che si sono sollevate in nostra solidarietà. Sotto lo sguardo del mondo intero, un terrorizzato 1% ci ha gettato addosso tutto ciò che poteva, ma così facendo ha mostrato non solo la violenza e l'inganno necessari a mantenere la disuguaglianza sistemica, ma anche la tragica verità che i nostri cosiddetti governi democratici non sono altro che strumenti che l'1% ha organizzato per resistere.

17septLo scorso 17 settembre, come parte dell'ondata globale di protesta, persone provenienti da tutto il paese sono accorse nel cuore del quartiere finanziario di New York per occupare Wall Street. Di fronte alle grandi banche che ci tolgono le case, uccidono il nostro lavoro, comprano la nostra democrazia, e trasformano il nostro ambiente solo in un'altra risorsa tossica, vi siete fatti vedere e siamo diventati il 99%.

Tra il 15 e il 17 settembre, unisciti a noi nella lotta per il nostro paese, il nostro mondo – la lotta per la nostra vita.

Per anni in tutto il mondo le persone sono state dominate dall'avidità aziendale degli 1%. Loro hanno accumulato bonus con le pensioni rubate agli insegnanti, agli impiegati statali e ai nostri vicini. Noi paghiamo per il loro benessere. Loro scommettono e prendono in prestito il nostro futuro. Noi anneghiamo nei debiti. Allora, chi è veramente in debito con chi? Ora i nostri rappresentanti eletti vogliono farci accettare misure di austerità – lavorare di più per prendere di meno,  mandarci in pensione più tardi (se non mai), e dire addio alle nostre tutele fondamentali nel lavoro. Stanno scommettendo sulla nostra obbedienza. Stanno scommettendo male.

low_wage_workersDove: Union Square, NYC
Quando: Ritrovo alle 17.00
Maggiori informazioni: http://unitedny.org/
RSVP su Facebook

Combatti per migliori posti di lavoro, migliori salari, e per i diritti di tutti i lavoratori!

In tutta New York, i nostri mezzi di sussistenza sono sotto attacco. Dopo anni di massicci licenziamenti e alti tassi di disoccupazione, i salari e i benefici vengono tagliati rispetto a quelli che erano soliti essere garantiti per i lavori della classe media. Oltre a questo, i lavoratori stanno lavorando più ore senza aver pagati straordinari, assicurazione sanitaria o eventuali benefici pensionistci.

Nel frattempo i lavori pagati al minimo salariale sono il settore a crescita più rapida nello stato, essendo cresciuti di dieci volte negli ultimi cinque anni.

afl-cioWhere: Union Square, Manhattan
When: Tuesday, July 17 at 5:30pm

Join #OWS and many others as we rally in solidarity with NYC LABOR & UWUA 1-2. Assemble at the Con Ed HQ Picket Line At 4 Irving Place at 4:30pm, then march with the locked-out Local 1-2 workers to Union Square!

This is not a walkout:
It’s a LOCKOUT!
FAIR CONTRACT NOW!!!

For more information: uwua1-2.org | www.nycclc.org

[Tratto da http://occupywallst.org]

mid_winterChiamata all'azione

Il regime della rapina totale – che l'1% chiama "austerità" – si sta già abbattendo sull'Europa, e presto lo farà su tutto il mondo. Ma l'inevitabile collasso dell'austerità non è abbastanza. Noi, il 99%, esigiamo un mondo che vada oltre Wall Street. Esigiamo un sistema dove ciascuno possa non solo sopravvivere, ma prosperare.

Per raggiungere questo mondo, stiamo alzando la nostra voce per esigere un salario universale per vivere.

Facciamo appello a tutte le occupazioni, sindacati, organizzazioni di comunità, gruppi per i diritti degli immigrati, degli studenti, organizzazioni religiose, gruppi ambientalisti, attivisti contro la povertà, e chiunque altro ad unirsi a noi il 20 giugno 2012 per un nuovo giorno di vacanza per il 99%: un Festival Globale per il Salario Universale per Vivere.

In soli otto mesi, Occupy Wall Street è riuscito a mettere al centro del discorso politico la sperequazione tra i redditi. A breve, chiuderemo questo discorso.

nyc_may_dayL'attesissima giornata del primo maggio a New York, la prima organizzata dal movimento Occupy Wall Street, inizia alle 8 di mattina a Bryant Park, nel cuore di Manhattan, sotto una pioggia battente.

In poco tempo si raduna qualche centinaio di manifestanti, sotto lo sguardo vigile di altrettanti poliziotti riparati da lunghe mantelle nere. Poco a poco i dimostranti, ancora un po assonnati e intirizziti dal freddo, vengono smistati in decine di picchetti organizzati davanti alle sedi di banche e multinazionali che si trovano nelle vicinanze.

Nel frattempo, attraverso il tam tam di Twitter e Facebook, arriva la notizia che i paventati blocchi mattutini ai ponti e ai tunnel che collegano Manhattan alla terra ferma non sono avvenuti. "Evidentemente era solo una voce messa in giro per mandare in palla la polizia", commenta divertita una manifestante.

be_the_crisisPrimo Maggio - invito a bloccare i ponti, le gallerie e i traghetti di New York - previsti ritardi per i pendolari - da una fonte anonima su strikeeverywhere.net:

New York - il Primo maggio 2012 gruppi autonomi di azione diretta all'interno di Occupy Wall Street, facenti parte di una mobilitazione globale per lo sciopero generale ed il rifiuto ad obbedire a queste leggi economiche, bloccherano uno o più ponti o gallerie che danno accesso a Manhattan per protestare contro la vergognosa opulenza dell'1%. Lavoratori e disoccupati in tutto il paese non hanno visto nessun miglioramento nelle loro vite nonostante le chiacchiere sulla ripresa dalla crisi finanziaria del 2008. Non ci importa quello che Obama o Romney dicono, perché solo i lavoratori - lavoratori domestici, operai, la base del sindacato, lavoratori senza documenti, camerieri, commessi, lavoratori presso catene di negozi - possono risolvere i problemi di oggi.

general strikeOggi in tutta la Spagna il 99% si unisce allo sciopero generale nazionale contro le riforme pro-business del lavoro promosse dal governo e contro i tagli ai fondi per l'educazione e altri servizi. In un paese dove la metà della popolazione giovanile è già disoccupata, queste misure d'austerità - promosse solo per tranquillizzare la non eletta burocrazia dell'Unione europea e usate per proteggere gli interessi delle potenti banche internazionali e dei ricchi investitori – demoliranno decenni di faticose conquiste di diritti dei lavoratori rendendo più semplice per le aziende il licenziamento e il taglio unilaterale dei salari. Ma, come i loro omologhi in Grecia, i 99% spagnoli non sono responsabili della crisi finanziaria.