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Sciopero lavoratori Amazon in GermaniaIn Germania i lavoratori di Amazon sono entrati in sciopero con una motivazione molto chiara: la salute viene prima del profitto.

Ieri in Germania i magazzinieri di Amazon hanno incrociato le braccia: i siti di Leipzig, Bad Hersfeld, Rheinberg, Werne e Koblenz saranno bloccati da uno sciopero di 48 ore. La protesta è sostenuta dal sindacato dei servizi Ver.di, che indice mobilitazioni dal 2013, anno in cui è iniziata la vertenza contro il colosso dell'e-commerce statunitense. Nel paese sono 13 le sedi logistiche dell'azienda, e contano circa 13000 dipendenti a tempo indeterminato, a cui si aggiungono gli addetti stagionali assunti nei periodi di picco degli ordini.

Nella capitale tedesca, lo scorso 24 aprile, Jeff Bezos, presidente e amministratore di Amazon, ha ricevuto il premio "Axel Springer Award", che viene consegnato ogni anno a "personalità eccezionali che si sono distinte nell'innovazione, creando nuove strategie di mercato e mentalità, con attenzione alla responsabilità sociale". Il sindacato tedesco United Services Union (ver.di), che rappresenta i lavoratori tedeschi del terziario, tra cui quelli di Amazon, ha colto l'occasione per mobilitare centinaia di iscritti, scioperando in vari hub del colosso commerciale (Lipsia, Werne, Rheinberg, Bad Hersfeld, Coblenza e Graben) ed organizzando una manifestazione di fronte alla Springer-Haus di Berlino, luogo in cui si è tenuta la cerimonia.

Jörg Hofmann, a capo del più grande sindacato dei lavoratori industriali tedeschi (2,3 milioni di iscritti), ha dichiarato che, in seguito alla rottura dei negoziati con i datori di lavoro, nei prossimi giorni i lavoratori bloccheranno centinaia di aziende.

Il fermo della produzione dovrà passare attraverso la consultazione dei dipendenti, quindi IG Metall organizzerà, per la metà di questa settimana, scioperi di 24 ore in tutto il paese. La mobilitazione, ha dichiarato Hofmann domenica scorsa al quotidiano Bild, colpirà fabbriche grandi e piccole dato che "i datori di lavoro non comprendono una lingua diversa dalla pressione".

L'IG Metall (sindacato dei metalmeccanici tedeschi) ha presentato le richieste per il rinnovo dei contratti di lavoro che riguardano circa 3,9 milioni di lavoratori dei metalmeccanici e addetti all'industria elettrica: chiede un aumento delle retribuzioni del 6 per cento, ma anche una riduzione, su richiesta individuale, delle ore di lavoro settimanali fino a 28 ore settimanali per un periodo di 24 mesi.

Alla fine di aprile più di cento rider di Deliveroo e Foodora si sono riuniti in un locale a Berlino. La molla che ha fatto scattare l'incontro sono le condizioni di lavoro precarie nelle aziende di consegna del cibo a domicilio. L'iniziativa rientra in #Deliverunion, una campagna europea promossa da sindacati di base, lavoratori e attivisti, e ispirata alle recenti proteste dei corrieri londinesi, che ha l'obiettivo di promuovere lo scambio di idee sulle azioni collettive e sindacali da intraprendere e di fornire una piattaforma internazionale per i lavoratori del settore.

I rider berlinesi sono per la maggior parte "liberi professionisti", percepiscono una piccola retribuzione ed un bonus per consegna; devono essere completamente flessibili, ma pur se "autonomi" sono rigorosamente controllati dall'azienda dato che i loro percorsi e tempi sono costantemente sotto sorveglianza.

Questa settimana affiliati dei sindacati UNI, ver.di e Solidarnosc hanno organizzato scioperi transfrontalieri in Polonia e Germania presso i magazzini di Amazon. L'azienda, tra le più grandi nel settore del commercio elettronico, è nota alle cronache per le pessime condizioni di lavoro e lo sfruttamento bestiale dei lavoratori impiegati nei suoi magazzini; lo documentano in un lungo articolo sul New York Times i giornalisti Jodi Kantor e David Streitfeld.

Il sindacato tedesco ver.di tra il 2 e il 3 maggio ha indetto scioperi nei magazzini di Lipsia, Bad Hersfeld, Rheinberg e Werne.

Circa 60 lavoratori, partiti da Bad Hersfeld e Lipsia, hanno raggiunto la città di Wroclaw in Polonia ed hanno portato la loro solidarietà ai facchini dei magazzini polacchi di Amazon, in lotta per migliori salari e condizioni di lavoro. Nel paese la stragrande maggioranza dei dipendenti del colosso americano guadagna solo 3,50 euro l'ora.

Continuano gli scioperi nei centri logistici tedeschi di Amazon.

Il blocco è iniziato lunedì 21 settembre e ha coinvolto diversi magazzini sparsi per il paese: Bad Hersfeld (Assia), Lipsia (Sassonia), Rheinberg e Werne (Renania Settentrionale), Graben (Baviera) e per la prima volta Pforzheim (Baden-Württemberg). Sono scesi in sciopero anche i lavoratori di Amazon Prime Instant Video Germany GmbH con sede a Elmshorn (Schleswig-Holstein). La rete europea dei sindacati, tra cui UNI Europa, ha partecipato alla protesta portando solidarietà ai picchetti del magazzino di Lipsia.

Oggi centinaia di convogli di pendolari sono stati cancellati a causa dello sciopero a tempo indeterminato dei macchinisti del piccolo ma potente sindacato GDL (Gewerkschaft Deutscher Lokomotivführer). I treni merci sono fermi già da martedì pomeriggio. L'obiettivo principale dello sciopero, il nono in dieci mesi, è l'aumento dei salari del 5% e la riduzione dell'orario di lavoro.

Per la federazione degli industriali tedeschi ad essere maggiormente colpiti dallo sciopero saranno il settore metallurgico, il chimico e quello automobilistico, a causa della loro dipendenza dai servizi di trasporto merci. Alcuni economisti hanno detto che uno sciopero di 10 giorni potrebbe pesare per uno 0,1 di punto del Pil nel secondo trimestre.

I macchinisti tedeschi hanno iniziato uno sciopero di una settimana, l'ottavo in 10 mesi di trattative salariali e il più lungo nella storia del settore ferroviario in Germania. I conducenti dei treni hanno incrociato le braccia nel pomeriggio di lunedì 4 maggio, fermando i convogli per il trasporto di merci e persone.

GDL (Gewerkschaft Deutscher Lokomotivführer), il sindacato che ha proclamato lo sciopero, rivendica un aumento salariale del 5% e la riduzione della settimana lavorativa da 39 a 37 ore. Inoltre chiede di negoziare per conto di altri dipendenti, inclusi gli steward dei treni.

In Germania circa settantamila metalmeccanici, soprattutto dell'industria automobilistica, sono in sciopero, mentre sono in corso i negoziati salariali. Le imprese colpite dalle sciopero sono trecento, secondo quanto riferito dal sindacato Ig metal.

Queste prime azioni sono scioperi "di avvertimento", in cui lavoratori incrociano le braccia per qualche ora. Se i negoziati dovessero fallire, si passerà alla fase successiva dello sciopero illimitato.

Il sindacato chiede un aumento salariale del 5,5 per cento per quattro milioni di lavoratori. I datori di lavoro hanno risposto con la proposta di un aumento del 2,2 per cento. Afp